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Discorso tenuto in occasione della Cerimonia Chiusura della BRAU1
presso il Rettorato dell’Università di Firenze
di Nina Avramidou
Siamo arrivati alla conclusione della prima Biennale del Restauro Architettonico ed Urbano…è stato un lungo percorso culturale e organizzativo durato quasi 10 anni e che si conclude oggi con grandi aspettative per il futuro, un cammino che ci porta verso la Fondazione BRAU ed ha già prodotto i dati di base per l’Archivio Informatizzato della stessa come previsto dallo statuto del Progetto Biennale.
In questo lungo percorso ci hanno affiancato tanti illustri Colleghi, alcuni dei quali ci onorano con loro presenza oggi in questa cerimonia di chiusura e tantissimi giovani che hanno tutti contribuito in modo determinante al risultato conseguito con la prima edizione della BRAU: 200 opere e progetti di Restauro esposti in 3.000 mq di spazi espositivi allestiti in diversi edifici di pregio situati in più centri storici che si affacciano lungo l’asse culturale Orvieto-Firenze; spazi carichi di storia locale e di emozioni vissute dagli abitanti, tra cui l’Ex Convento di San Francesco e di San Giovanni di Orvieto, le cantine Storiche di Montepulciano, l’ex Convento di Santa Verdiana di Firenze, il Palazzo dei Sette e l’ex Chiesa di San Rocco di Orvieto.
Le opere di restauro esposte sono state attentamente selezionate dal Comitato Internazionale della BRAU1 e dal Direttivo del CICOP.Italia tra le quattro tematiche che costituiscono la struttura del Progetto BRAU:
A. Progetti di manutenzione permanente di piccole città.
B. Interventi di riqualificazione globale di Complessi Monumentali.
C. Strategie per la riappropriazione degli edifici dimessi ubicati nei centri urbani ed extra-urbani.
D. Interventi sul patrimonio edilizio moderno, archeologia industriale.
L’ottica espositiva di tali opere ha privilegiato e quindi evidenziato i Valori prevalenti del Contesto Percettivo-Estetico e di quello Tecnologico, partendo da un’analisi attenta del rapporto dell’opera analizzata con il Contesto territoriale ed urbano che puntualizza i concetti della tutela consapevole e valorizzazione compatibile.
Da questa attenta lettura delle opere restaurate emerge un ricco e variegato scenario di idee e di vincoli che riteniamo contribuirà alla messa a punto di strategie di “riappropriazione” del patrimonio architettonico basate su approcci interdisciplinari che, privilegiano Risorse e Valori.
Come ho accennato prima, il Progetto BRAU nasce ai anni novanta , in senno ai Colloqui Internazionali di Orvieto organizzati annualmente dal CICOP-Italia, fin dai primi anni novanta, ai quali hanno partecipato illustri studiosi dei settori disciplinari inerenti il restauro: la Prof.ssa Arch.Carla Giuseppina Romby (Italia), i compianti Prof. Arch. Boggiano Augusto e l’ Ing. Alvaro Garcia Messeguer (Spagna), il Prof. Ing. Milos Drdacky (Repubblica Ceca), l’Arch. George Sideris (Grecia), la Prof.ssa Mary Comerio (USA) e molti altri ancora... che hanno tutti contribuito a mettere a fuoco l’esigenza di una sede istituzionalizzata per il confronto su scala internazionale degli interventi di Restauro e le basi del Progetto BRAU.
Tale progetto è stato successivamente presentato, discusso ed approvato dalla Federazione CICOP, fondata ufficialmente nel 1994 in Mar de Plata (Argentina) dai centri CICOP di Italia, Spagna, Argentina e Cuba.
Al successo di questa prima edizione della BRAU che si conclude dopodomani hanno contribuito in modo determinante personalità italiane e straniere operanti nelle massime organizzazioni internazionali nel settore del restauro e della conservazione del architettonico, che vogliamo ringraziare ancora una volta per il loro sostegno culturale, ed in particolare, esprimere la nostra gratitudine al Prof. Mounir Bouchenaki (Direttore Generale dell’ICCROM) e presidente onorario di BRAU1, e al Prof. Ing. Arch. Maurizio Di Stefano (Presidente ICOMOS Italia) con i quali abbiamo discusso ed ottenuto il consenso per l’impostazione della 2a Edizione della BRAU che si svolgerà nell’area dei Balcani e avrà come impostazione di base la Migrazione e il Multiculturalismo.
Perchè la migrazione? Il multiculturalismo con cui la 2a edizione della BRAU si rapporterà, implica di considerare le ricadute dell’intercultura sul patrimonio costruito derivante dall’immigrazione ed innesca un processo di estensione dei confini di democrazia attraverso una cultura di partecipazione basata sul riconoscimento delle differenze.
Perchè nei balcani? la storia dei balcani è caratterizzata da un mosaico di etnie ed intrecci multiculturali fin dal III sec a.C.; la creazione continua di tali intrecci tra persone e culture provenienti da contesti geografici lontani e molto diversi tra loro nell’area mediterranea, ha dato vita al medioevo islamico e al rinascimento europeo con i quali ci confrontiamo costantemente oggi nei processi di intervento sul patrimonio costruito.
A queste scelte non siamo pervenuti per caso. Ci ha spinto e rafforzato l’esperienza preziosa maturata in 17 anni di attività svolta dal CICOP.Italia nell’ambito della Federazione omonima, sviluppata in gran parte attorno agli scambi interculturali tra l’Italia, i paesi ibero-ispanici ed il sud America. Di particolare fascino sono stati i nostri studi svolti nelle isole Canarie, a Tenerife, Lanzarote, Las Palmas Gran Canaria e poi in Assunciòn (Paraguay), Havana (Cuba) sulle testimonianze architettoniche ed intrecci culturali derivati dai flussi migratori dei colonizzatori europei che si recavano nel nuovo continente verso la fine del 1400 ed inizio del 500.
Parallelamente, negli ultimi dieci anni, il CICOP.Italia ha promosso e realizzato quattro congressi internazionali nell’ambito dei rischi sul patrimonio costruito e possibili rimedi, di cui tre in Grecia ed uno, il più recente, in Bosnia ed Erzegovina, che hanno rafforzato gli scambi e i legami culturali con i paesi dell’area balcanica ed in particolare con la Serbia, la Slovenia, il Montenegro, l’Albania e la Turchia; inoltre, alla luce della nuova geografia dei balcani, queste iniziative internazionali hanno concentrato la nostra attenzione sulla salvaguardia dell’immenso patrimonio “condiviso” (partagé)di questa area. “Save a piece of History” era il titolo di una campagna di sensibilizzazione lanciata dal CICOP.Italia verso il patrimonio coloniale del Dodecaneso realizzato nel periodo 1912-43.
L’asse culturale prescelto per la 2a Biennale sul Restauro Architettonico ed Urbano è BRINDISI-ISTANBUL, lungo la Nuova Via Egnatia, un intervento infrastrutturale realizzato dalla EU ed inaugurata l’anno scorso, una millenaria direttrice di comunicazione E-O tra il basso Adriatico e l‘Egeo settentrionale che i romani avevano realizzato a partire dalla seconda metà del II sec. A. C.

L’asse culturale prescelto per la BRAU2 coinvolge vari paesi dei balcani appartenenti a due reti multinodali, detti “corridoi” di comunicazione e di trasporto di merci e persone, previsti dalla EU, che connettono i paesi dell’Europa centrale con quelli dell’Est e del bacino del Mediterraneo. Più precisamente, il corridoio V e il corridoio VIII.
Per quanto riguarda la Nuova Via Egnatia essa interessa i paesi dei Balcani restando peraltro leggermente più a settentrione rispetto all’opera dell’ingegno romano che terminava a Costantinopoli.

Questi percorsi o vie di comunicazione rivivono sostanzialmente al giorno d’oggi, le antiche direttrici, considerando anche che - caduto il Muro di Berlino - si sono risolte tutte le problematiche politiche che impedivano la libera circolazione di mezzi e persone in ambito europeo.
Di fatto viene sostanzialmente riesumato l’antico criterio delle strade romane, riviste in funzione delle caratteristiche socio-economiche vigenti nei paesi che le ospitano. L’Europa, insomma, non s’è inventata nulla e nelle sue terre sud-orientali s’è limitata sapientemente a replicare in chiave moderna, l’antico genio geopolitico ed urbanistico dei romani, di duemila anni fa.
L’autostrada che percorriamo oggi, sulla Nuova Via Egratia, collega Brindisi (Italia) a Igoumenitsa (Grecia) dopo aver attraversato un tratto del mar Ionio, continuando con un percorso di grande fascino paesaggistico e archeologico, attraverso i monti dell’Epiro ed in particolare Ioannina.

Le esposizioni e le manifestazioni collaterali coinvolgeranno i paesi Balcanici che affiancano l’asse culturale della BRAU2 e sono principalmente: Grecia, Bulgaria, Macedonia, Albania, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, paesi in cui operano sedi CICOP afferenti alla Confederazione CICOP.Netwok, come le sedi di Italia, Spagna e Portogallo.
L’asse culturale avrà come punto di partenza la città di Brindisi e terminerà a Istanbul, ma interesserà anche i paesi nord africani confinanti con i Balcani, per l’apporto culturale secolare proveniente da quest’area del mediterraneo per tramite la migrazione secolare.
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